Falcone e il Poliziotto

C’eri ancora quando sei saltato in aria, ma quando sei caduto giù, sulle tue spoglie, non c’eri più.
Loro invece erano lì, erano accanto ma contro, crudeli.
La fiamma in un solo istante ha divorato tutta l’aria intorno, risucchiando il respiro ai vivi, e come una bestia feroce ha sbranato te e i tuoi compagni di quell’orribile pasto.
Lì un silenzio liquido di sangue e di pece, altrove clamori malvagi.
Ora è quiete, dopo l’ansia finalmente vinta dai loro cuori, salvati da quello che fosti tu.
Sei perso nel volo.
Mille parti di te arano il cielo, come semi sparpagliati dalla furia selvaggia di un vento traditore… eppure germoglieranno ostinati.
Con la morte hai avuto ragione per sempre e per questo ti ucciderebbero ancora una volta se potessero, fino a stancarsi la vita… la loro stavolta.
E voi, cavalieri senza armatura perché troppo grande è il vostro coraggio per contenerlo, attenti, ci sono gli indiani che dentro il loro cimiero di penne hanno intrecciato una miccia e non borchie di ottone e perline colorate.
Poveri martiri, consumati in un lampo come foglie secche gettate in un braciere.
E le femmine sospese di quegli uomini infami che vedove di altri uomini hanno fatto, sanno con chi dormono o fanno l’amore?
Raccogliamo quelle povere ossa e facciamone un mucchio.
Poniamo le une accanto alle altre perché’ non soffrano nella solitudine della ragione.
Quanta è la nostra colpa, quanto il peso del nostro quotidiano silenzio?
Lo so, non si può vivere nel dolore procurato dall’odio, ma non si può perdonare se non si è Dio!

Desirée Mariottini
Ha cercato una luce, solo una flebile luce nel buio, mentre questo stava soffocando senza pietà proprio quell’ultima fiamma.
Ha aperto la porta sbagliata e orchi famelici, lì appostati, le hanno sbranato l’utero per il loro bottino.
Ha aperto la porta sbagliata.

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